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Anche durante questa fase di grave emergenza sanitaria il progetto Via Libera non si ferma!

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Gli esperti del Politecnico di Milano hanno infatti riprogettato la metodologia di mappatura al fine di ridurre le attività sul campo e aumentare l’attività da remoto.

Il processo ora si compone di tre fasi:

La prima fase consiste nella raccolta di foto a 360 gradi nell’area che si vuole mappare, attività che può essere svolta da una singola persona per volta con le necessarie precauzioni sanitarie. Le foto vengono caricate su Mapillary.com e sono consultabili da qualsiasi utilizzatore. Consentono a una persona con disabilità di farsi un’idea chiara e precisa del percorso pedonale di suo interesse e delle eventuali barriere presenti in esso. Per un esempio delle foto caricate, si può consultare:

https://www.mapillary.com/map/im/joz1EfhWZiI9tTuXAgOD1B

La seconda fase, svolta da remoto, consente di disegnare e inserire in OpenStreetMap alcune caratteristiche qualitative dei percorsi pedonali mappati, tramite l’utilizzo delle foto 360 e di ortofoto. È quindi possibile dividere l’attività contemporaneamente tra più volontari, suddividendo in diverse porzioni l’area d’interesse. I contenuti caricati sono un importante valore aggiunto per OpenStreetMap e sono a disposizione della community per ulteriori usi e sviluppi.

A questo proposito è stato creato un apposito disciplinare consultabile a questo link:

https://wiki.openstreetmap.org/wiki/IT:ViaLibera

La terza attività richiede la mappatura in campo degli aspetti più quantitativi e metrici, ad esempio l’altezza dei cordoli, non ricavabili dalle foto con una precisione sufficiente.

I dati prodotti mediante l’attività di mappatura possono essere utilizzati con due metodologie, una digitale e una cartacea. Innanzitutto possono essere consultati mediante navigatori web. È inoltre possibile utilizzare i dati tramite diversi altri strumenti digitali, ad esempio l’applicazione già esistente OSMAnd per iOs e Android. Nell’applicazione è possibile creare un profilo di navigazione dedicato alle persone con mobilità limitata: l’algoritmo di navigazione permette all’utente di evitare i percorsi che presentano le barriere mappate. Lo sviluppo di questa applicazione non è direttamente gestita o collegata ai partner di Via Libera, ma il team di sviluppo ha mostrato interesse nel proseguire e migliorare la navigazione per persone con mobilità limitata. Oltre a questa applicazione esistono altri sistemi di routing che risultano già funzionati sui dati inseriti in OpenStreetMap.

Oltre a questa metodologia, verranno predisposte mappe indicanti i percorsi accessibili che connettono determinati luoghi di interesse all’interno del Municipio.

Questo approccio a tre fasi alla mappatura riduce il tempo da trascorrere in campo diminuendo i rischi collegati alla situazione di emergenza Covid. Inoltre il prodotto delle prime due fasi risulta già consistente e utilizzabile nell’individuare le barriere architettoniche più macroscopiche, ad esempio cordoli che non hanno una rampa di accesso all’attraversamento.

La terza fase di misurazione in presenza fisica verrà svolta non appena sarà possibile.

La nuova metodologia è stata utilizzata nella attività riprogrammate con gli studenti del Liceo Cremona che stanno svolgendo un progetto di alternanza scuola lavoro dedicato al progetto Via Libera e che si sono concentrati sull’area Maciachini/Niguarda.

Non appena terminata l’emergenza Covid si procederà inoltre con l’estensione della mappatura alle altre aree individuate dal progetto, coinvolgendo volontari delle associazioni di disabili della nostra rete, comitati di cittadini e altre organizzazioni del terzo settore del Municipio.

In Figura 1 è possibile consultare la mappa dell’area e dei percorsi mappati ad oggi: