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L’applicazione di precursori oligodendrocitari di origine embrionale in persone con lesione midollare

Risultati incoraggianti da uno studio clinico sperimentale sull’applicazione di precursori oligodendrocitari di origine embrionale in persone con lesione midollare 1

Focus sulle lesioni midollari al recente congresso della Società Internazionale per la ricerca sulle cellule staminali dove, in un workshop specificatamente dedicato alla traslazione in clinica dei risultati della ricerca di base, la dottoressa Lebkowski, di Asterias Biotherapeutics ha presentato i risultati ottenuti nel loro trail clinico sul trapianto di precurosori oligodendrocitari umani di origine embrionale in soggetti con lesione midollare. Il trial (NCT02302157; Dose Escalation Study of AST-OPC1 in Spinal Cord Injury), di fase 1/2a, condotto in aperto, è uno studio multicentrico che coinvolge 9 centri negli Stati Uniti. E’ organizzato in diverse coorti di pazienti (almeno 5 pazienti per coorte) e si propone di valutare la sicurezza e l’efficacia del trapianto di diverse dosi di cellule staminali in pazienti sia con lesione toracica sia con lesione midollare.

A supporto di questo trial ci sono diverse ricerche di tipo preclinico condotte in modelli sperimentali animali: 28 pubblicazioni che riportano i risultati ottenuti studiando oltre 3000 animali (topi, ratti e maiali). Ciò che queste ricerche hanno portato a dimostrare è la sicurezza del trapianto (non si formano teratomi, non si hanno forme di rigetto, non si hanno evidenze di parestesie o aumento del dolore neuropatico) e l’efficacia (recupero funzionale, riduzione della cavitazione nel sito di lesione). Lebkowski ed i suoi collaboratori sostengono che le cellule agirebbero grazie alla produzione sia di fattori neurotrofici ma anche di molecole che consentano il rimodellamento della matrice extracellulare in grado di contrastare la formazione della cicatrice barriera fisica alla neurorigenerazione.

Il trial e i risultati raggiunti

Lo studio clinico prevede la somministrazione, in fase subacuta, di dosi crescenti di precursori oligodendrocitari infusi in un’unica somministrazione a livello intraspinale. Lo studio si rivolge a soggetti con lesione midollare sia cervicale che toracica, e il tempo di somministrazione delle cellule spazia in un periodo compreso fra i 10 e i 42 giorni dopo la lesione in funzione del tipo di lesione.

 

 

 

Gli obiettivi principali dello studio sono di dimostrare sia la sicurezza del trapianto, intesa come assenza di peggioramento della condizione clinica del paziente, sia l’efficacia intesa come miglioramento neurologico definito in base ai parametri ASIA e in base a valutazioni strumentali MRI eseguite a tempi definiti.

Nel sotto-studio dedicato a soggetti con lesione toracica (da T3 a T11), conclusosi da poco, il numero di cellule trapiantate è assolutamente definito (2x 106 cellule/paziente), la somministrazione è avvenuta a partire dagli 11 giorni dopo il trauma e, in associazione al trapianto è stata eseguita la terapia immunosoppressiva (con tracrolimus). Gli obiettivi specifici in questo studio erano: valutare la tumorigenicità delle cellule, l’effetto dell’immunosoppressione e l’eventuale miglioramento neurologico. Questo studio ha visto l’arruolamento di 5 pazienti tutti monitorati per un periodo superiore a 5 anni in cui tutte gli obiettivi a breve termine sono stati raggiunti e rispettati. Per monitorare la non tossicità del trapianto i pazienti saranno seguiti per i prossimi 10 anni.

 

Nel sotto-studio dedicato a soggetti con lesione cervicale (da C5 a C7), ancora in fase di arruolamento, il dosaggio delle cellule sarà variabile e crescente da una dose minima di 10 x 106 cellule fino ad una massima 10 volte superiore (si veda schema 2).

 

Le coorti di pazienti sono 5 definite sulla base della severità della lesione e della dose di cellule infuse.

 

Commento. I risultati di questo trial sono di grande interesse clinico: permetterà di avere informazioni sia sul numero di cellule da somministrare sia sulla via di somministrazione. Inoltre, sarà possibile chiarire il significato clinico relativo alla somministrazione della terapia immunosoppressiva. Ma grazie al lungo follow-up dei pazienti (15 anni) sarà finalmente possibile avere dati relativi ai rischi del trapianto delle cellule staminali (potenziale tumorigenicità).

 

Referenze

  • https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02302157?cond=spinal+cord+injury++AST-OPC1&rank=1
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