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Conoscere per capire: una giornata dedicata alla ricerca sulle lesioni midollari

Grazie al sostegno economico della tavola delle Chiese Evangeliche Valdesi e metodiste per l’anno 2017, il centro Spazio Vita Niguarda  è impegnato in un progetto che gemma dall’idea di realizzare percorsi di informazione e formazione a sostegno delle persone con lesione midollare e di quanti operano per il miglioramento della qualità della loro vita, in termini di benessere psicofisico e sociale.

L’obiettivo principale è di realizzare un servizio d’informazione sui progressi della ricerca nell’ambito della lesione midollare. Il convegno dello scorso 6 ottobre intitolato “La ricerca sulla lesione al midollo spinale: trattamenti e proposte di cura nel panorama scientifico attuale” ha rappresentato il percorso conclusivo del primo anno di svolgimento del progetto. Il convegno, cui hanno partecipato 12 relatori esperti di diverse discipline scientifiche biomediche e non, è stato dedicato alla presentazione dello stato dell’arte e degli sviluppi della ricerca a livello nazionale sulla lesione midollare e ha preso in considerazione contenuti di ricerca pre-clinica, clinica e in ambito riabilitativo. I partecipanti sono stati veramente numerosi, oltre 100 gli iscritti (109, per la precisione, di cui 52 con richiesta di crediti ECM)  e grazie alla multidisciplinarietà del programma (mettere link al pdf del programma), la giornata ha rappresentato un importante momento di formazione per le diverse figure professionali che operano in ambito sanitario e di informazione per le persone con lesione midollare, i loro familiari e quanti interessati alle problematiche relative a questa grave condizione.

La relazione di avvio ai lavori è stata tenuta dalla Dottoressa Tiziana Readelli () che ha spiegato il progetto in cui era incastonato il convegno illustrando come ancora oggi, al clinico manchino, fatta eccezione dell’ancor oggi discusso uso del metilprednisolone, gli strumenti terapeutici per affrontare e controllare il fenomeno della degenerazione. A questo si aggiunge la mancanza di strumenti (data la complessità della lesione midollare) sia per la valutazione dell’outcome di recupero funzionale sia per la condivisione con le persone affette dei risultati raggiunti dalla ricerca.

La lettura magistrale è stata affidata al professor Alfredo Gorio (mettere link al pdf), farmacologo dll’Università di Milano e da anni impegnato nello studio della degenerazione del midollo spinale e nell’identificazione di potenziali nuove terapie per la rigenerazione nervosa. Il professor Gorio ha illustrato i meccanismi responsabili della degenerazione nervosa legata al danno traumatico del midollo spinale, focalizzando anche l’attenzione sulle diverse terapie sperimentali che sono state poste in studio sia in ambito preclinico si clinico negli ultimi vent’anni. Il professor Gorio ha anche illustrato il razionale e i risultati ottenuti dal trial clinico italiano che ha valutato in uno studio pilota condotto in 13 pazienti paraplegici, il possibile ruolo neuroprotettivo della somministrazione di eritropoietina.

La sezione dedicata alla ricerca in ambito pre-clinico è stata aperta dal professor Salvatore Cuzzocrea, farmacologo dell’Università di Messina ed esperto di neuroinfiammzione. Nella sua sua presentazione il professor Cuzzocrea ha illustrato il suo operato nell’ambito della neuroinfiammazione (mettere link a pdf) dedicando particolare attenzione agli eventi secondari come il controllo della minzione. In questo ambito, i dati presentati dal professor Salvatore Cuzzocrea mostrano come la somministrazione intravescicale del farmaco vessilen migliori la funzionalità dell’organo negli animali colpiti da lesione midollare.

La dottoressa Stephana Carelli (mettere link a pdf), Università degli Studi di Milano, ha descritto l’uso delle cellule staminali nella lesione midollare, presentando lo stato dell’arte a livello internazionale e descrivendo anche alcuni delle scoperte ottenute da gruppo di ricerca in cui lei stessa opera con l’applicazione di precursori neurali nel modello sperimentale preclinico di paraplegia. I dati mostrano che  i precursori staminali sono capaci di influenzare il microambiente tissutale che circonda la lesione  e, grazie a questo, di favorire rigenerazione assonale.

Il dottor Raffaele Pugliese del Centro di Nanomedicina ed ingegneria tissutale dell’ ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ha descritto le sue più recenti scoperte derivanti dall’uso di peptidi auto-assemblanti (mettere link a pdf) per creare scaffolds biomimetici. Il dott. Pugliese e i suoi collaboratori hanno dimostrato con il loro lavoro che questi biomateriali hanno la capacità di incorporare le cellule, promuovere l’adesione cellulare e creare un microambiente adatto per omeostasi, migrazione e differenziamento cellulare. Il prossimo futuro vedrà questo ricercatore impegnato nei test pre-clini di paraplegia.

Il secondo bio-ingegnere della sezione professor Nicola Pugno, dell’Università di Trento, studia nanofibre o materiali presenti in natura per realizzare un dispositivo per re-instaurare la conduzione nervosa nel midollo leso. Si tratta di generare nanofibre e Il materiale chiave per raggiungere lo scopo è una microfibra composita di grafene, materiale ultrasottile e versatile (http://www.ing.unitn.it/~pugno).

La Dottoressa Cristina Pagliacci, Azienda Ospedaliera Perugia, ha affrontato la tematica dei trials clinci, spiegando come la medicina basata sull’evidenza sia fondamentale nelle unità spinali. La dottoressa Pagliacci ha illustrato alcuni esempi di trials attuali per il trattamento del danno midollare acuto con la finalità di fornire esempi di consapevolezza e partecipazione dei pazienti mielolesi ().

La seconda parte della giornata è stata dedicata ad esperienze basate sulle tecnologie avanzate. L’ingegnere Eleonora Guanziroli, del Centro Riabilitativo Villa Beretta di Costa Masnaga (LC), ha illustrato gli ultimi sviluppi dell’uso del ReWalk, l’esoscheletro per la deambulazione progettato e  studiato proprio nel centro di Costa Masnaga.

Il dottor Costantino Buongiorno ha illustrato il progetto WeMake che ha come obiettivo l’individuazione di una cura personalizzata e accessibile. Questo è un progetto molto ambizioso cui collabora anche Spazio Vita e il suo motto è: “sperimentare e creare per poter contribuire al cambiamento”.

Il dottor Michele Zarbo, medico specialista in medicina Fisica e riabilitativa presso Unità Spinale Unipolare Niguarda, ha parlato di Neuroplasticità e Neuromodulazione (mettere link al pdf). Il dott. Zarbo è partito da un concetto importante: la plasticità sinaptica dipendente dal livello di attività. Pertanto il problema del “meno uso, meno userei, meno userò” è la sfida del riabilitatore. Zarbo ha spiegato che la strategia emergente è la modulazione spinale, un tentativo di reclutare pools di inter-neuroni sotto-lesionali e produrre attività motoria agli arti inferiori in maniera coordinata. Infatti, sono già disponibili evidenze sull’utilizzo di stimolazione elettrica in combinazione con trattamento riabilitativo goal-directed ha mostrato la possibilità di sviluppare plasticità funzionale “positiva” e riconquistare parziale controllo dell’attivazione volontaria degli arti inferiori.

Il Dr. Michele Spinelli, primario dell’ Unità Spinale Unipolare Niguarda, ha illustrato gli obiettivi del progetto “Alziamoci presto” cioè la  creazione di un’area dedicata alla ricerca applicata nell’ambito dell’attività dell’unità spinale unipolare e della neuro-urologia (mettere link al pdf). Un’altra tematica affrontata dal dott. Spinelli è stata la neurostimolazione come potenziale strategia per affrontare il problema del dolore. Spinelli ha riportato e descritto i dati a disposizione attualmente mostrando come lo scarto dei differenti gradi di attivazione fra Aβ e fibre C possa essere la patogenesi neurogena del dolore cronico. L’obiettivo di Spinelli per il futuro è quello di correlare queste informazioni con i riscontri clinici, nello specifico la presenza di dolore neuropatico, di ipertono spastico o iperattività vescicale e provare a identificare un pattern neurofisiologico ad essi correlabile.

Le relazioni si sono concluse con la presentazione del dottor Alessandro Nobili, Officine Ortopediche Rizzoli S.r.l. e Università di Bologna, ha descritto le opportunità in termini di applicazione di nuove tecnologie per i gravi traumi spinali.

I saluti finali sono stati posti dalla dottoressa Giovanna Oliva che a nome di Spazio Vita ha espresso grande soddisfazione per il progetto Conoscere per Capire dichiarando anche la grande e costante attenzione alla ricerca delle persone con lesione midollare e dei loro familiari alla ricerca, in qualità di portatori di interesse.